La scelta della corretta capacità di piegatura (in tonnellate) per una piegatrice idraulica è una delle decisioni più critiche nell’acquisto di attrezzature, poiché la capacità in tonnellate determina direttamente l’intervallo di materiali e spessori che la macchina può lavorare in modo efficiente. La capacità richiesta per la piegatura a vuoto può essere calcolata mediante la formula: tonnellate = (resistenza a trazione del materiale × spessore² × fattore di larghezza della matrice) / apertura V della matrice. Per acciaio dolce con resistenza a trazione di 450 N/mm², una regola generale prevede che la capacità richiesta per metro di lunghezza di piegatura sia pari approssimativamente a 0,6 × (spessore del materiale in mm)², considerando un’apertura V della matrice pari a 8 volte lo spessore del materiale. Per acciaio al carbonio fino a 6 mm di spessore, solitamente sono sufficienti macchine da 40 a 60 tonnellate. Per spessori da 6 mm a 12 mm, si raccomandano macchine da 60 a 85 tonnellate. Per spessori da 12 mm a 25 mm, macchine da 100 a 200 tonnellate offrono la capacità necessaria. Per materiali ad alta resistenza, come l’acciaio inossidabile o le lamiere da corazza, i requisiti di capacità aumentano del 40–60% rispetto all’acciaio dolce di spessore equivalente. La cosiddetta «regola dell’80%» del settore suggerisce che una piegatrice da 100 tonnellate dovrebbe normalmente operare sotto le 80 tonnellate, riservando il 20% superiore per materiali più spessi o per utensili usurati, al fine di evitare sovraccarichi. Una piegatrice idraulica da 300 tonnellate risulta giustificata quando si deve piegare per tutta la giornata lamiera da 1/2 pollice oppure realizzare supporti pesanti che richiedono effettivamente tale forza. Tuttavia, scegliere una capacità eccessiva per materiali costantemente sottili potrebbe comportare spese di capitale non necessarie, senza conseguenti benefici proporzionali in termini di produttività. Il tipo di materiale influenza in modo significativo i requisiti di capacità: l’acciaio inossidabile richiede circa il 40% di forza in più rispetto all’acciaio dolce di spessore equivalente, mentre l’alluminio richiede una forza inferiore, rendendolo adatto a macchine con capacità più bassa. L’apertura V della matrice viene generalmente scelta pari a 6–12 volte lo spessore del materiale per la piegatura a vuoto, con un valore di 8 volte lo spessore che rappresenta un punto di partenza comune. Un’apertura V più ampia riduce la capacità richiesta, ma produce un raggio interno di piegatura maggiore; viceversa, un’apertura V più stretta aumenta i requisiti di capacità, ma consente piegature più acute. Per acciaio dolce da 1,5 mm, una matrice V da 12 mm potrebbe essere adeguata, richiedendo circa 45 tonnellate per metro di lunghezza di piegatura. Per acciaio da 3 mm, una matrice V da 24 mm richiede circa 51 tonnellate per metro. Quando si valutano le piegatrici idrauliche, occorre considerare non solo gli attuali requisiti di spessore dei materiali, ma anche le potenziali applicazioni future, poiché macchine con capacità superiore offrono maggiore flessibilità nella lavorazione di materiali più spessi e di leghe ad alta resistenza. Le nostre piegatrici idrauliche sono disponibili con capacità da 40 a 2000 tonnellate e lunghezze di lavoro da 1600 mm a 12000 mm. Contattate il nostro team di ingegneria applicativa per ricevere una raccomandazione dettagliata sulla capacità in tonnellate, basata sulla vostra specifica combinazione di materiali, intervallo di spessori e requisiti di volume produttivo.